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Introduzione:
La prima comunità cristiana nasce da un movimento dinamico che porta i discepoli ad uscire dal cenacolo delle paure, della chiusura, della disillusione per andare ad annunciare ciò che avevano “veduto e udito” (1 Gv 1,3). Anche oggi la Chiesa continua ad essere una Chiesa in uscita chiamata a portare il lieto annuncio nelle periferie esistenziali. Si calcola che attualmente ci siano circa settemila missionari italiani nel mondo, di cui tremila laici. A questi missionari ad gentes, se ne aggiungono tanti altri che, nel silenzio della loro quotidianità fatta di famiglia, lavoro, tempo libero, testimoniano il Vangelo con la propria vita.
Il missionario, dunque, non è soltanto colui che esce dalla propria terra ma è soprattutto colui che, in comunione con la Chiesa, orientato dallo Spirito e alimentato dalla Parola e dall’Eucarestia, fa dono di sé per testimoniare Gesù affinché tutti “abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza” (Gv 10,10).
Questa sera vogliamo pregare per tutti i missionari sparsi nel mondo. Lo faremo accendendo, all’inizio di ogni momento di cui si compone la veglia, una candela colorata a cui sarà associato un continente.
Ci predisponiamo a vivere questo momento di preghiera cantando il canto iniziale.
Canto: TU SARAI PROFETA
Una luce che rischiara, una lampada che arde, una voce che proclama la Parola di salvezza.
Precursore nella gioia, precursore nel dolore, tu che sveli nel perdono l’annunzio di misericordia.
Tu Sarai Profeta di salvezza Fino ai Confini della Terra
Porterai la mia Parola Risplenderai dalla mia Luce.
Saluto del celebrante
Celebrante: Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
Tutti: Amen!


1° MOMENTO: ANDARE A DUE A DUE

(Si accende la prima CANDELA – Asia)
Dal Vangelo secondo Marco (6, 7-9)
[Gesù] chiamò a sé i Dodici e prese a mandarli a due a due e dava loro potere sugli spiriti impuri. E ordinò loro di non prendere per il viaggio nient’altro che un bastone: né pane, né sacca, né denaro nella cintura; ma di calzare sandali e di non portare due tuniche.
Dal messaggio di Papa Francesco per la Giornata missionaria mondiale 2022
Ogni battezzato è chiamato alla missione nella Chiesa e su mandato della Chiesa: la missione perciò si fa insieme, non individualmente, in comunione con la comunità ecclesiale e non per propria iniziativa. E se anche c’è qualcuno che in qualche situazione molto particolare porta avanti la missione evangelizzatrice da solo, egli la compie e dovrà compierla sempre in comunione con la Chiesa che lo ha mandato. Infatti, non a caso il Signore Gesù ha mandato i suoi discepoli in missione a due a due; la testimonianza dei cristiani a Cristo ha un carattere soprattutto comunitario.
Dal libro “La spiritualità di Madre Teresa di Calcutta” di Edward le Joly
Generalmente le Suore escono a due a due per compiere il loro lavoro. A chi le chiese per quale motivo avesse stabilito questa norma la Madre rispose: «Perché due teste hanno maggiore saggezza di una e quattro mani possono eseguire più lavoro di due. Il Vangelo narra che Gesù inviò i suoi apostoli e discepoli per la loro missione apostolica a due a due. Quindi, anche noi usciamo imitando il modello del Vangelo, secondo quanto ordinato da Gesù». E, a due a due, possono assicurarsi reciprocamente compagnia, aiuto, edificazione, sostegno, sollievo, protezione.
Gesto: Mattiamo ai piedi dell’altare un BASTONE. Come il bastone, la comunità è sostegno e difesa del missionario, del quale condivide gioie e dolori. Il bastone, inoltre, ci ricorda il nostro essere gregge di un unico e buon Pastore: Gesù.
Canto: LO SPIRITO DI CRISTO VIVE IN NOI
Rit. Lo Spirito di Cristo vive in noi,
ci rende sua dimora nella verità
e noi siamo suoi nella libertà,
Chiesa viva nella carità.
Riuniti in te siamo un solo corpo,
il tempio santo della gloria tua;
tu ci disseti, sei la sola fonte
e un solo amore cresce dentro noi. Rit.
Invocazioni: Gesù non si è chiuso nella propria autosufficienza ma ha chiamato con sé i dodici apostoli mostrandoci la ricchezza della comunità. Come Lui, ci rivolgiamo al Padre rispondendo ad ogni invocazione: Fa’ che siamo una cosa sola
L. All’interno dei gruppi di cui facciamo parte
T. Fa’ che siamo una cosa sola
L. All’interno della nostra comunità parrocchiale
T. Fa’ che siamo una cosa sola
L. All’interno della Chiesa
T. Fa’ che siamo una cosa sola


2° MOMENTO: FINO AGLI ESTREMI CONFINI DELLA TERRA
(Si accende la seconda CANDELA – Oceania)
Dagli Atti degli Apostoli (1, 6-8)
Quelli dunque che erano con lui gli domandavano: “Signore, è questo il tempo nel quale ricostituirai il regno per Israele?”. Ma egli rispose: “Non spetta a voi conoscere tempi o momenti che il Padre ha riservato al suo potere, ma riceverete la forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi, e di me sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino ai confini della terra”.
Dal messaggio di Papa Francesco per la Giornata missionaria mondiale 2022
Esortando i discepoli a essere i suoi testimoni, il Signore risorto annuncia dove essi sono inviati: «A Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino ai confini della terra» (At 1,8). Emerge ben chiaro qui il carattere universale della missione dei discepoli. Si mette in risalto il movimento geografico “centrifugo”, quasi a cerchi concentrici, da Gerusalemme, considerata dalla tradizione giudaica come centro del mondo, alla Giudea e alla Samaria, e fino “all’estremità della terra”. Non sono mandati a fare proselitismo, ma ad annunciare.
Preghiera
Tutto il mondo è un’immensa messe.
Tutta l’umanità soffre e geme
o per mancanza di Dio,
o per stordimento interiore,
o per soffocamento
in un oscuro male di vivere,
o per smarrimento e scontento,
o per miserie lancinanti e dolori acutissimi
che toccano gli individui, famiglie e popoli
nei bisogni essenziali.
Che ognuno si faccia operaio dove è.
Che ognuno si chini sul cuore o sul corpo del proprio fratello,
di quanti Dio gli affida.
Che ognuno sia pronto a correre
dove Dio lo manda.
Andrea Santoro
Gesto: Mettiamo ai piedi dell’altare un paio di SANDALI, segno della nostra disponibilità a metterci in cammino uscendo dalle nostre sicurezze e comodità per annunciare il Vangelo con la nostra vita.
Canto: ANDATE PER LE STRADE
Rit. Andate per le strade in tutto il mondo,
chiamate i miei amici per far festa:
c’è un posto per ciascuno alla mia mensa. Nel vostro cammino annunciate il Vangelo,
dicendo: “È vicino il Regno dei cieli”.
Guarite i malati, mondate i lebbrosi,
rendete la vita a chi l’ha perduta. Rit.
Invocazioni: Gesù ha vissuto la propria vita cercando di includere tutti coloro che la società e la Legge avevano relegato ai margini. Ad ogni acclamazione rispondiamo: Signore, rendici promotori di inclusione.
L. Di fronte a chi non conosce il Vangelo
T. Signore, rendici promotori di inclusione
L. Di fronte a chi è immerso nelle tenebre del peccato
T. Signore, rendici promotori di inclusione
L. Di fronte alla tentazione di escludere con disprezzo coloro che sono diversi
T. Signore, rendici promotori di inclusione


3° MOMENTO: PREGHIERA E AZIONE DELLO SPIRITO
(Si accende la terza CANDELA – America)
Dalla Lettera di San Paolo Apostolo ai Corinzi (4, 7-10)
Noi però abbiamo questo tesoro in vasi di creta, affinché appaia che questa straordinaria potenza appartiene a Dio, e non viene da noi. In tutto, infatti, siamo tribolati, ma non schiacciati; siamo sconvolti, ma non disperati; perseguitati, ma non abbandonati; colpiti, ma non uccisi, portando sempre e dovunque nel nostro corpo la morte di Gesù, perché anche la vita di Gesù si manifesti nel nostro corpo.
Dall’omelia di Papa Francesco del 29 giugno 2019, Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo
Ogni discepolo missionario di Cristo è chiamato a riconoscere l’importanza fondamentale dell’agire dello Spirito, a vivere con Lui nel quotidiano e a ricevere costantemente forza e ispirazione da Lui. Anzi, proprio quando ci sentiamo stanchi, demotivati, smarriti, ricordiamoci di ricorrere allo Spirito Santo nella preghiera, la quale ha un ruolo fondamentale nella vita missionaria, per lasciarci ristorare e fortificare da Lui, sorgente divina inesauribile di nuove energie e della gioia di condividere con gli altri la vita di Cristo.
Preghiera (recitata dall’ASSEMBLEA)
O Dio, in Gesù ci indichi le direzioni dell’amore.
Rendici capaci di ascoltare più che di parlare;
di imparare più che di insegnare.
Aiutami a seminare l’evangelo
senza mai mettermi un palmo sopra nessuno.
Aiutami ad ascoltarti nelle gioie degli innamorati,
nel dolore delle persone sole ed abbandonate,
nella volontà di riscatto degli emarginati,
nelle lotte degli esclusi,
nelle preghiere dei cuori semplici,
nelle lacrime delle persone sconfitte
e nei sogni di pace e di giustizia.
Franco Barbero
Gesto: Mettiamo ai piedi dell’altare una BUSSOLA, simbolo della preghiera che, grazie all’azione dello Spirito, ci aiuta a ritrovare continuamente il nord cioè il senso ultimo di ogni nostro passo.
Canto: A TE ELEVO LA MIA VOCE
La mia forza è in Te,
perché mi hai salvato dal male;
io sarò la Tua mano, Signore,
fa’ di me un Tuo strumento nel mondo.
La mia fede è in Te,
perché hai pagato per me;
io sarò la Tua voce, Signore,
fa’ di me un testimone nel mondo.
A Te elevo la mia voce,
a Te tendo le mie mani;
e berrò alla Tua parola,
dissetando il cuore mio,
o mio Signore, mio Dio.
Invocazioni: Il missionario, prima ancora che annunciare deve saper ascoltare. Questo ascolto è favorito da una vita di preghiera, momento di incontro con il Creatore che rende possibile una nuova creazione grazie all’azione dello Spirito. Ad ogni invocazione rispondiamo: Spirito di vita, guidaci nel nostro cammino
L. Quando non riusciamo a trovare il senso di ciò che viviamo
T. Spirito di vita, guidaci nel nostro cammino
L. Quando il fine del nostro agire è la nostra Gloria e non quella di Dio
T. Spirito di vita, guidaci nel nostro cammino
L. Quando ci sentiamo soli e scoraggiati di fronte alle prove della vita
T. Spirito di vita, guidaci nel nostro cammino


4° MOMENTO: TESTIMONI
(Si accende la quarta CANDELA – Africa)
Dalla lettera di San Paolo apostolo ai Galati (2, 19b-20) Sono stato crocifisso con Cristo, e non vivo più io, ma Cristo vive in me. E questa vita, che io vivo nel corpo, la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha consegnato se stesso per me.
Dall’enciclica “Evangelii Gaudium” di Papa Francesco, n. 264
I missionari di Cristo non sono inviati a comunicare sé stessi, a mostrare le loro qualità e capacità persuasive o le loro doti manageriali. Hanno, invece l’altissimo onore di offrire Cristo, in parole e azioni, annunciando a tutti la Buona Notizia della sua salvezza con gioia e franchezza, come i primi apostoli. Perciò, in ultima analisi, il vero testimone è il “martire”, colui che dà la vita per Cristo, ricambiando il dono che Lui ci ha fatto di Sé stesso. «La prima motivazione per evangelizzare è l’amore di Gesù che abbiamo ricevuto, l’esperienza di es-sere salvati da Lui che ci spinge ad amarlo sempre di più».
Dagli scritti di fratel Antonio Bargiggia, laico consacrato ucciso in Burundi il 3 ottobre del 2000
Il carisma della nostra comunità è vivere il Vangelo in mezzo alle persone più povere e abbandonate, cercando di vivere la vita di Gesù nella semplicità di Nazareth. Ecco perché abbiamo scelto il quartiere di Buterere e abitiamo in una casa come quella della gente comune.
La preghiera, la povertà e la carità verso coloro che ne hanno bisogno sono le basi della nostra presenza; il lavoro manuale e la fatica ci fanno sentire vicini a questi poveri e ci aiutano a capire le sofferenze e le difficoltà che essi devono affrontare.
Questa scelta di condivisione viene da una convinzione profonda che la vita religiosa debba essere, per quanto possibile, il riflesso della vita di Gesù, per poter trasmettere bontà e amore al mondo. Nella nostra piccolezza ci riproponiamo di essere questo riflesso in mezzo alla gente del nostro quartiere.
Gesto: mettiamo ai piedi dell’altare un VANGELO che è alla base del nostro cammino missionario dal momento che non può esserci missione se prima non accogliamo in noi la Parola di Dio.
Canto: DIO È AMORE
L’amore è quella forza che fa vibrare l’anima e il cuor,
è nostra guida verso i sentieri della speranza e dell’amor.
L’amore, l’amore solo che ci unisce a Te, Gesù,
vogliamo spandere in tutto il mondo, la nostra gioia è tutta qui.
Perché il nostro Dio è un Dio d’amore,
vogliamo amare sempre ed aiutare
e se siam soli, non disperiamo,
c’è sempre Lui che ama noi! (X2)
Dio è amore.
Invocazioni: Maria, subito dopo aver accolto la Parola, si è messa in viaggio per condividere le grandi cose che aveva compiuto in Lei l’Onnipotente. Ci rivolgiamo a Lei per chiedere la sua intercessione, rispondendo ad ogni invocazione: Maria, donna missionaria, aiutaci a dire il nostro sì
L. Quando l’accoglienza della Parola ci espone al giudizio altrui
T. Maria, donna missionaria, aiutaci a dire il nostro sì
L. Quando percorrere sentieri di pace comporta avere il coraggio di denunciare le ingiustizie
T. Maria, donna missionaria, aiutaci a dire il nostro sì
L. Quando avvertiamo la fatica di continuare a camminare per la via stretta
T. Maria, donna missionaria, aiutaci a dire il nostro sì


5° MOMENTO: MARTIRI
(Si accende la quinta CANDELA – Europa)
Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 15, 12-13)
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli]: «Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici.
Dall’omelia di Papa Francesco a Matera (25 settembre 2022)
Fratelli e sorelle, sogniamo. Sogniamo una Chiesa così: una Chiesa eucaristica. Fatta di donne e uomini che si spezzano come pane per tutti coloro che masticano la solitudine e la povertà, per coloro che sono affamati di tenerezza e di compassione, per coloro la cui vita si sta sbriciolando perché è venuto a mancare il lievito buono della speranza. Una Chiesa che si inginocchia davanti all’Eucaristia e adora con stupore il Signore presente nel pane; ma che sa anche piegarsi con compassione e tenerezza dinanzi alle ferite di chi soffre, sollevando i poveri, asciugando le lacrime di chi soffre, facendosi pane di speranza e di gioia per tutti. Perché non c’è un vero culto eucaristico senza compassione per i tanti “Lazzaro” che anche oggi ci camminano accanto.
Dagli scritti di Madeleine Delbrêl
La passione, noi l’attendiamo. Noi l’attendiamo, ed essa non viene. Vengono, invece, le pazienze. Le pazienze, queste briciole di passione, che hanno lo scopo di ucciderci lentamente per la Tua gloria, di ucciderci senza la nostra gloria. Fin dal mattino esse vengono davanti a noi: sono i nostri nervi troppo scattanti o troppo lenti, è l’autobus che passa affollato; il latte che trabocca, i bambini che imbrogliano tutto.
Sono gli invitati che nostro marito porta in casa e quell’amico che, proprio lui, non viene; è il telefono che si scatena; quelli che noi amiamo e non ci amano più; è la voglia di tacere e il dover parlare, è la voglia di par-lare e la necessità di tacere; è voler uscire quando si è chiusi e rimanere in casa quando bisogna uscire; è il marito al quale vorremmo appoggiarci e che diventa il più fragile dei bambini…
Così vengono le nostre pazienze in ranghi serrati o in fila indiana e noi le lasciamo passare con disprezzo, aspettando – per dare la nostra vita – un’occasione che ne valga la pena. Perché abbiamo dimenticato che come ci son rami che si distruggono col fuoco, così ci son tavole che i passi lentamente logorano e che cadono in fine segatura.
Perché abbiamo dimenticato che se ci sono fili di lana tagliati netti dalle forbici, ci son fili di maglia che giorno per giorno si consumano sul dorso di quelli che l’indossano. È la passione delle pazienze.
Gesto: Mettiamo infine ai piedi dell’altare alcuni pezzi di PANE, appartenenti all’unico Pane che è Cristo. Queste briciole sono i tanti missionari che quotidianamente offrono la propria vita, il proprio tempo e i propri talenti per testimoniare l’amore di Dio.
Canto: FRUTTO DELLA NOSTRA TERRA Frutto della nostra terra Del lavoro di ogni uomo Pane della nostra vita Cibo della quotidianità Tu che lo prendevi un giorno Lo spezzavi per i tuoi Oggi vieni in questo pane Cibo vero dell’umanità E sarò pane, e sarò vino Nella mia vita, nelle tue mani Ti accoglierò dentro di me Farò di me un’offerta viva Un sacrificio gradito a te
Invocazioni: Gesù pane di Vita eterna ci invita ad amare come lui ci ha amati cioè donando tutto se stesso.
Ci rivolgiamo a Lui dicendo: Signore Gesù, rendici cristiani eucaristici
L. Quando viviamo la nostra fede in modo intimistico, dimenticandoci dei nostri fratelli
T. Signore Gesù, rendici cristiani eucaristici
L. Quando pretendiamo di sfamare l’umanità senza esserci prima seduti alla Tua mensa
T. Signore Gesù, rendici cristiani eucaristici
L. Quando temiamo che il nostro pane sia incapace di rispondere alle necessità dei fratelli
T. Signore Gesù, rendici cristiani eucaristici
Breve riflessione del SACERDOTE
Sac. In comunione con tutte le sorelle e i fratelli cristiani nel mondo, preghiamo insieme con le parole che Gesù ci ha insegnato: Padre Nostro…
Benedizione finale
Sac. Signore Padre Santo benedici e proteggi noi, tuoi figli, che abbiamo partecipato a questa veglia. Il tuo volto brilli sempre più sul nostro volto e ci doni la tua pace, perché come discepoli missionari del tuo Figlio sappiamo essere sempre e ovunque testimoni del tuo amore e di quella fraternità che nasce dal Vangelo. Per Cristo nostro Signore.
Tutti: Amen
Canto finale: APOSTOLI DI GIOIA
RIT. Apostoli di gioia apostoli d’amore cantiamo insieme alleluia! Apriamo i nostri cuori ad una vita nuova tutti fratelli dell’umanità.
Noi siamo il sorriso che porta la speranza a chi la pace non più ha. E se il futuro è incerto Tu ci terrai per mano cammineremo insieme a Te. Rit.
Tu sei la vera luce che illumina la strada ai nostri passi stanchi ormai. Nel buio della notte Nel sogno di ogni uomo Per sempre in noi risplenderà. Rit.