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Biblioteca arcivescovile

Notizie sulla Biblioteca Arcivescovile di Matera si fanno risalire al XVII secolo quando nel 1672 l’arcivescovo mons. Vincenzo Lanfranchi (1665-1676), procedette all’istituzione del Seminario Diocesano dotandolo di un patrimonio librario. Non si è in grado di riferire in merito alla consistenza dei libri, né alla provenienza di essi all’atto della fondazione, ma sicuramente la Biblioteca fu arricchita sempre di più da lasciti privati ed ecclesiastici.
La Biblioteca si incrementò anche grazie all’operato di Mons. Antonio Del Rjos Colminarez (1678-1702) e, poiché il Seminario era divenuto un Istituto di eccellenza, anche la Biblioteca ad esso connessa continuò ad ampliarsi. Nel 1723 l’arcivescovo Positano (1723-1730) donò al Seminario una casa posta nella Civita, la parte più alta e antica di Matera, i cui proventi, circa 6 ducati, vennero destinati all’acquisto di nuovi testi per la Biblioteca, e donò al Seminario i suoi libri, che ammontavano a parecchie centinaia di volumi. La stessa decisione fu attuata anche dall’arcivescovo Ludovico Antonio Antinori (1754-1758). Le vicende del Seminario mutarono negli anni dell’occupazione francese e della Repubblica partenopea, poiché esso divenne una caserma e fu chiuso agli studenti fino al 1801. Quando esso fu riaperto, la Biblioteca aveva perso una gran quantità del patrimonio e anche del suo antico prestigio, ma mons. Antonio Di Macco (1834-1854) la rifornì tanto da farne «la più bella delle glorie della città». Gli eventi storici del Risorgimento e l’allontanamento dell’arcivescovo mons. Gaetano Rossini (1855-1867) portarono alla trasformazione del Seminario in Liceo-Ginnasio con annesso Convitto. Il ricco patrimonio librario, a disposizione del Liceo-Ginnasio, ritornò nella disponibilità della Chiesa materana grazie all’interessamento dei vescovi mons. Gesualdo Loschirico, nel 1888, e del suo successore mons. Raffaele Rossi. Dopo alterne vicende e trasferimenti di sede, l’intero nucleo librario della Biblioteca arcivescovile fu sistemato al piano terra dell’Episcopio, attuale sede dell’Istituto bibliotecario. Nel tempo il patrimonio librario ha continuato ad avere un costante incremento grazie a numerose donazioni di sacerdoti ed arcivescovi. L’ultimo cospicuo lascito è quello effettuato nell’anno 2015 da mons. Salvatore Ligorio, arcivescovo, che ha donato l’intero suo patrimonio librario alla Biblioteca arcivescovile.
Il Fondo antico con edizioni comprese tra XV e XIX secolo (convenzionalmente fino al 1830) consta di n. 2215 volumi di cui 261 cinquecentine e diversi incunaboli. La parte più consistente è rappresentata dal Fondo moderno che ingloba anche numerose riviste ecclesiastiche e civili.
Nell’anno 2019 la Soprintendenza archivistica e bibliografica della Puglia e della Basilicata ha emesso per la Biblioteca Arcivescovile di Matera la dichiarazione di eccezionale interesse culturale.

Link di approfondimento:

    Presidente:

  • Direttore:
  • GALLITELLI Don Angelo

  • Vice direttore:
  • AMENTA Mons. Pietro

  • Economo:

  • Vice economo:

  • Responsabile:

  • Referente:

  • Cancelliere:

  • Vice cancelliere:

  • Difensore del vincolo e Promotore di Giustizia:

  • Attuario:
Informazioni:

Altre informazioni:

COLLABORATORE
MUSILLO Don Egidio Antonio

IMPIEGATA
BOZZA Dott.ssa Annunziata

DOCUMENTI

NOTIZIE E AVVISI

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