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Matera - Chiesa di San Rocco al Casalnuovo


Collocazione geografico-ecclesiastica: Parrocchia S. Rocco – Matera

Tipologia e qualificazione: chiesa sussidiaria

Titolarità: Parrocchia S. Rocco – Matera

 

Costruita in una porzione di abitato di fondazione ottocentesca, denominato «Borgo» Casalnuovo, collocato ai margini dell’omonimo rione. La chiesa era denominata alternativamente Santa Teresa ai «Mulini a vento», toponimo anch’esso ottocentesco derivato dalla presenza di un mulino – a vapore – di proprietà della famiglia De Miccolis.

Inizialmente isolata e non circondata da costruzioni, la chiesa – realizzata in blocchi di calcarenite («tufo») – si presenta con una facciata “a capanna” contornata da una semplice cornice che circonda anche il portale di accesso, dotato di portone a “bugna piatta”. Nella parte alta della facciata si apre una finestra semicircolare sormontata da due monofore. Al di sopra di queste, entro una nicchia, era collocata fino a qualche anno fa una scultura acefala che presumibilmente raffigurava il santo titolare. Il campaniletto, ad unico fornice, è ornato con elementi in tufo.

L’interno è costituito da un unico vano con volta a botte, decorata con un motivo vegetale e con un lucernario al centro. Prima dei lavori di adeguamento liturgico, una semplice balaustra in legno divideva l’aula dal presbiterio, dal quale si raggiunge la piccola sacrestia. L’altare, in blocchi di calcarenite, decorato nel classico stile meridionale della seconda metà dell’Ottocento, è sormontato dalla nicchia con una statua in legno di San Rocco. Lungo le pareti laterali, in prossimità del presbiterio sono presenti due nicchie destinate all’alloggio di altrettante statue. In controfacciata, un soppalco ligneo, privo di elementi artistici, fungeva da cantoria.

Il sacro edificio si apre lungo l’odierna Via Casalnuovo, l’antica Via Felicia voluta dalla Contessa Felicia Sanseverino d’Aragona, moglie di Antonio Orsini, Duca di Gravina e Conte di Matera, per raggiungere il convento dei Padri Cappuccini. Nell’ambito delle modifiche di questo asse viario, la cui sistemazione definitiva fu realizzata nel 1880 dall’ingegner Alessandro Rosi, noto per aver progettato il serbatoio di Piazza Plebiscito (oggi Vittorio Veneto) – il cosiddetto «palombaro lungo» –, si procedette allo sbancamento di enormi porzioni di massa tufacea ricavando spazio idoneo e materiali per la realizzazione dei nuovi edifici e delle arterie viarie.

L’8 agosto 1871 Gennaro De Miccolis, figlio celibe di Domenico e Giovanna Priore, chiese al Vicario Capitolare di Matera – allora Sede Vacante –, l’autorizzazione a costruire una chiesa nel Borgo Casalnuovo «affinché la eccentricità del luogo rendesse meno disagevole, e difficoltoso l’adempimento del precetto della Santa Messa in alcune stagioni». Il 15 agosto successivo il Canonico Don Andrea del Salvatore, Vicario Capitolare, concesse l’autorizzazione all’erezione della chiesa. Dopo le ricognizioni del 31 maggio e del 6 luglio 1872 da parte del Canonico Don Eustachio Volpe, delegato della Curia Arcivescovile, per verificare che tutto fosse stato predisposto decorosamente per la celebrazione eucaristica, il Canonico Don Andrea Sarra, Pro-Vicario Generale di Sua Ecc. Mons. Pietro Giovine (27 ott. 1871 – 11 set. 1879), procedette alla benedizione di rito il 7 luglio dello stesso anno. Il primo cappellano, designato dal De Miccolis, morto qualche settimana più tardi (20 ago. 1872), fu il Reverendo Sacerdote Don Saverio De Lena.

Nel 1931 il Commendatore Cesare Zagarella, erede dei De Miccolis ex parte matris, cedette San Rocco a Casalnuovo al Reverendo Canonico Don Raffaele Marcosano; da questi la chiesa passò all’Autorità Ecclesiastica.

La dedicazione scelta da Gennaro De Miccolis per la nuova chiesa non fu casuale. La famiglia infatti possedeva da oltre un secolo una cappella di ius patronato, dedicata a Santa Maria degli Angeli, detta comunemente “della Porziuncola”, nella chiesa di San Rocco dei Padri Riformati di San Francesco; da questa, evidentemente, ne derivò la dedicazione del nuovo edificio.

Nel 1948, dopo le Missioni della Pro Civitate Christiana di Assisi, Sua Ecc. Mons. Vincenzo Cavalla (8 sett. 1946 – 14 feb. 1954) volle erigere una Vicaria Curata per le necessità spirituali dei fedeli delle zone Casalnuovo e Cappuccini. Il primo Vicario Curato fu il Reverendo Canonico Don Felice D’Ercole. Nel 1957 la Vicaria di San Rocco fu infine trasformata in Parrocchia.

Le attività parrocchiali furono trasferite nella nuova chiesa, costruita tra 1963 e il 1966 lungo la prospiciente Via Lucana, al termine dei lavori.

Matera, 1° febbraio 2026

Marco Pelosi

 

Fonti archivistiche

Archivio Diocesano di Matera, Fondo Curia Arcivescovile. Benefici e cappellanie, Matera, busta 2 (1845-1911), fascicolo non numerato.

Archivio Diocesano di Matera, Fondo Curia Arcivescovile. Visite pastorali, Visita pastorale dell’Arcivescovo Mons. Gesualdo Nicola Loschirico (1880).

 

Fonti bibliografiche

Pelosi Marco, Lionetti Gianfranco, Riflessi storici e toponomastici di Matera. La Santa Visita di Mons. Fabrizio Antinori e altre fonti inedite dal medioevo ai giorni nostri, Edizioni Antros, Matera 2021.

Pelosi Marco, I De Miccolis di Matera. La famiglia, il patrimonio e l’ascesa sociale, con Appendice documentaria e Tavole genealogiche, in: «Mathera. Rivista trimestrale di storia e cultura del territorio», nn. 34/35, Antros, Matera 2025, pp. 90-125.

Pelosi Marco, Le proprietà immobiliari dei de Miccolis di Matera, con Appendice documentaria, in: «Mathera. Rivista trimestrale di storia e cultura del territorio», nn. 34/35, Antros, Matera 2025, pp. 126-149.




Indirizzo:

Via Casalnuovo, 137 - 75100 - Matera

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