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Carissimi,

 “Io, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi, dunque anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri” (Gv 13, 14), è il tema della 637° edizione dei festeggiamenti di Maria SS. Della Bruna.

 E, mentre scrivo queste righe, ho davanti a me la cartina geografica del mondo. E, facendo mente locale a ciò che succede nei vari paesi, è come se le fiamme della guerra e delle violenze stessero divampando e avvolgendo tutto il pianeta. Non siamo più solo davanti ad un’immagine plastica e drammatica di una “guerra mondiale a pezzi” come diceva papa Francesco, di amata e venerata memoria; bensì nel pieno del pericolo degli abissi della distruzione e della violenza.

Sembra che l’umanità tutta, a partire dai potenti e dai governanti della terra, avessero abdicato, fossero totalmente rassegnati a questa versione della storia: guerra, distruzione, violenza, ristabilire la pace e le ingiustizie, mettere fine alle violenze con violenze ancora più grandi. E lo so bene che il vostro cuore è sgomento, spaventato, destabilizzato, come il mio. E che ci chiediamo insieme: quando finirà? Come possiamo far finire questa spirale di morte e di violenza? Cosa possiamo fare noi per invertire la rotta? Il Signore ci ha abbandonati in balia delle nostre azioni?

E se questo è lo scenario internazionale, con inevitabili risvolti locali, sia di ripercussioni emotive, dolore per le vittime e smarrimento, conseguenze economiche sulle nostre comunità, come facciamo a festeggiare Maria Santissima della Bruna? Ha senso fare festa quasi come se fossimo incuranti di ciò che si vive nel mondo?

Si! Lo dico senza mezzi termini! Perché per noi festeggiare, in modo particolare quest’anno, non significherà tanto puntare sugli eventi esterni – pur importanti, ma da vivere con sobrietà e solidarietà – quanto piuttosto stringerci attorno a Maria, Madre nostra e del mondo intero. Abbiamo bisogno di rivolgerci a Lei per affidare noi stessi e l’umanità intera alle sue cure materne e amorevoli.

A chi altro ci si rivolge nei momenti della fatica e del dolore se non alla Madre? A chi altro potrebbe rivolgersi un credente se non alla Madre? Ecco perché, carissimi, vi invito a vivere quest’anno la festa con ancora maggiore partecipazione e raccoglimento; a stringerci attorno a Maria come un unico Popolo, una sola famiglia, la Sua famiglia.

Siamo arrivati a questi giorni di festa come un fiume di persone che nelle ultime settimane ha accolto il Bambino, rivolto tante preghiere a Maria e affidato le proprie lacrime. In questi giorni lo faremo ancora di più, insieme, come un unico Popolo e una sola Chiesa, per portare le lacrime del mondo davanti a Lei.

Sono convinto che Maria, insieme a Suo Figlio Gesù, non ci abbandonano, che ci lavano i piedi e si prendono cura delle nostre ferite, ci asciugano le lacrime, per primo. E solo dopo ci invitano a fare altrettanto verso tutti coloro che incontriamo sulle strade della nostra vita quotidiana.

Ringrazio tutti coloro che hanno reso possibile questi giorni di festa, il più delle volte nel nascondimento, che hanno creduto e quindi contribuito alla realizzazione della festa; così come ringrazio tutti coloro che si uniranno a noi da lontano. È la devozione alla Madonna della Bruna che ci unisce in modo significativo, che crea una sola identità spirituale.

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