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Gentili Signori,

abbiamo letto con attenzione le vostre comunicazioni e, da ultimo, la lettera aperta con la quale avete nuovamente richiamato l’attenzione sulla vicenda relativa all’area di proprietà dell’Arcidiocesi lungo via Lanera, in prossimità dell’Istituto Sant’Anna e del Parco del Castello Tramontano.

Vi ringraziamo per il contributo che avete voluto offrire al confronto pubblico.

Le questioni che riguardano il volto della città, la tutela del paesaggio, la qualità degli spazi urbani e la salvaguardia dei luoghi che ne custodiscono la storia e l’identità meritano ascolto e attenzione.

Proprio per questo abbiamo ritenuto doveroso approfondire tutti gli elementi della vicenda. La responsabilità dell’Arcidiocesi richiede infatti di considerare con attenzione tutti gli aspetti in gioco e le possibili ricadute per la comunità, nella consapevolezza del ruolo che, come proprietaria dell’area, essa è chiamata ad assumere.

La vicenda ha origine nel 2019, quando una società locale manifestò interesse all’acquisto di una porzione circoscritta del terreno di proprietà dell’Arcidiocesi, prospettando la realizzazione di box auto interrati, subordinatamente all’ottenimento di tutte le autorizzazioni previste.

In quel contesto l’allora Arcivescovo, quale legale rappresentante dell’Arcidiocesi e proprietario dell’area, conferì alla società una procura speciale finalizzata all’espletamento delle necessarie procedure amministrative.

Oggi l’Arcidiocesi è dunque parte della vicenda in quanto proprietaria del terreno e per gli atti compiuti in tale veste. È però necessario distinguere con chiarezza questa responsabilità dalle competenze proprie delle istituzioni pubbliche chiamate a pronunciarsi sulla disciplina urbanistica dell’area e sulla legittimità e sostenibilità di un eventuale intervento.

La variante urbanistica è stata adottata dal Consiglio comunale il 16 febbraio 2024. Successivamente si è aperta la fase delle osservazioni e delle opposizioni e gli uffici competenti hanno predisposto le relative valutazioni nell’ambito dell’iter previsto.

Le questioni che sono state sollevate devono pertanto essere valutate nelle sedi tecniche e amministrative competenti. Non spetta all’Arcidiocesi sostituirsi a tali organismi né certificare la regolarità del procedimento.

Allo stesso modo, è opportuno ricordare che l’eventuale approvazione della variante non equivale all’autorizzazione alla realizzazione dell’intervento.

Un eventuale progetto dovrebbe essere sottoposto a tutte le ulteriori verifiche e autorizzazioni previste dall’ordinamento, anche sotto il profilo della tutela paesaggistica, storico-artistica, geologica e tecnica.

Questa necessaria distinzione delle competenze non significa naturalmente disinteresse dell’Arcidiocesi rispetto alle preoccupazioni manifestate da associazioni e cittadini.

Rimane piena la disponibilità al dialogo e al confronto, nella convinzione che ogni contributo possa essere utile a una più compiuta comprensione dei fatti, distinguendo con chiarezza le valutazioni dalle competenze e dalle responsabilità e le legittime preoccupazioni dai giudizi sulle intenzioni dei soggetti coinvolti.

È con questo spirito che l’Arcidiocesi continuerà a seguire la questione, con l’attenzione e il senso di responsabilità che essa richiede.

Con viva cordialità,

Arcidiocesi di Matera-Irsina