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Alle Chiese di Basilicata

 

 Carissimi fratelli e sorelle,

da tempo una domanda bussa alla porta del nostro cuore, la stessa che risuonava a Paolo mentre scriveva ai Corinzi: «Siano rese grazie a Dio, il quale ci fa partecipare al suo trionfo in Cristo e diffonde per mezzo nostro il profumo della sua conoscenza nel mondo intero!» (2Cor 2,14-15). Un profumo non si conserva chiuso in un cassetto: o si diffonde, o svanisce.

Per troppo tempo si è diffusa l’idea della formazione teologica come un affare per pochi, riservato a chi si prepara al presbiterato. Ma il profumo di cui parla Paolo non è per gli addetti ai lavori: è per tutto il popolo di Dio, e attraverso di esso per l’intera terra di Basilicata. Sentiamo l’appello che Cristo ci rivolge a predicare il Vangelo con sollecitudine verso i fedeli affidatici, ma sappiamo anche che la nostra realtà porta i segni della fatica: la rassegnazione, la chiusura, la difficoltà a farci riconoscere come interlocutori credibili nel dibattito culturale, sociale, educativo di questa terra. Vogliamo spalancare le sue finestre alla luce della speranza e desideriamo farlo tutti insieme ai laici.

La tradizione della Chiesa cresce nella storia, non fuori da essa (cfr. Dei Verbum, 7). Ci chiede il coraggio di leggere i segni dei tempi. Di fronte a una Basilicata che conosce spopolamento e fatica a immaginarsi un futuro, ci domandiamo con Mosè: stiamo davvero ascoltando il grido del nostro popolo? E come scendiamo a liberarlo? (cfr. Es 3,7-8). Non possiamo rispondere restando dentro le nostre sacrestie: dobbiamo tornare ad abitare le piazze, le scuole, le università, i luoghi dove si pensa il futuro di questa terra.

Perché lo facciamo

Ci muove una duplice urgenza pastorale: offrire una formazione teologica adeguata e accessibile a quanti lo desiderano (genitori, insegnanti, operatori culturali e pastorali, semplici cercatori di senso, catechisti) e consentire alle Chiese di Basilicata di avere ancora oggi una voce autorevole nel tessuto culturale del territorio, non un presidio ripiegato su se stesso.

Le nostre Chiese hanno bisogno di camminare insieme. Da questa urgenza nascono tre sfide, e da queste tre sfide quattro passi concreti.

Le tre sfide

  1. Costruire insieme una visione condivisa del cammino delle nostre Chiese, mettendo a fattor comune energie e talenti oggi divisi tra le due sedi accademiche di Potenza e Matera.
  2. Formare persone libere, capaci di far crescere la vita che la grazia semina in
  3. Far dialogare la teologia con la vita reale delle nostre comunità, in un confronto vero con la cultura e le istituzioni del territorio.

I quattro passi da fare insieme

  1. Dare alla Sacra Teologia e alle discipline affini un’unica casa regionale, invece di due percorsi che sembrano correre paralleli.
  2. Accompagnare meglio chi si prepara ai ministeri e al diaconato
  3. Preparare Docenti di Religione Cattolica all’altezza delle sfide
  4. Permettere anche ai laici, non solo ai seminaristi, di arrivare ai gradi accademici ecclesiastici, senza disperdere quanto costruito finora.

Il cammino intrapreso

La Costituzione apostolica Veritatis gaudium (2017) e il Documento di sintesi del cammino sinodale delle Chiese che sono in Italia, Lievito di pace e di speranza (2025, nn. 52 e 59), ci hanno aiutato a capire una cosa: l’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Matera “Mons. A. Pecci” e l’Istituto Teologico di Basilicata “Mons. Giuseppe Vairo” di Potenza non hanno bisogno di un ritocco, ma di una svolta vera.

Sono due torrenti che per anni hanno seguito percorsi paralleli, ciascuno con la propria storia e la propria ricchezza. Oggi sentiamo che è tempo di farli confluire in un solo fiume: un polo teologico regionale, con sede a Potenza, capace però di raggiungere il territorio con una didattica sperimentale e percorsi personalizzati. Ci guida la parola di Gesù: «Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche» (Mt 13,52). Nulla di quanto costruito finora andrà perduto: sarà messo nelle condizioni di servire il futuro.

Cosa cambia in concreto

Da subito, le nostre energie e risorse convergono sull’Istituto Teologico di Potenza: sarà l’unica sede dove iscriversi al primo anno a partire dall’anno accademico 2026-2027. L’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Matera non aprirà a nuove iscrizioni al primo anno, ma porterà regolarmente a conclusione i corsi già avviati: chi è già iscritto arriverà al traguardo, nessuno resterà indietro.

Questo è l’avvio di un progetto che dovrà ancora tradursi in una pianificazione condivisa, passo dopo passo. Fin da oggi, però, vi chiediamo di farlo conoscere: parlatene nelle vostre comunità, con chi si prepara ai ministeri e al diaconato permanente, con gli operatori pastorali e con i fedeli.

A tutti voi chiediamo di essere protagonisti di questo tempo, non spettatori: con la fiducia che viene dal Signore, mettendovi in gioco con umiltà e con competenza. Non serve avere già pronte tutte le risposte: serve il coraggio di iniziare.

In una casa, il profumo non si conserva meglio dividendolo in due stanze: così si disperde prima. Raccolto in un solo vaso, può riempire tutta la casa (cfr. Gv 12,3). È quello che desideriamo per le nostre Chiese.

Con la speranza di servire le nostre comunità con i sentimenti di Cristo, vi benediciamo.

Potenza, 26 luglio 2026

 

+ Davide Carbonaro OMD

Arcivescovo Metropolita di Potenza Muro Lucano Marsico Nuovo Presidente della Conferenza Episcopale di Basilicata

Moderatore Istituto Teologico di Basilicata

+ Vincenzo Orofino

Vescovo di Tursi Lagonegro,

Vice Presidente della Conferenza Episcopale di Basilicata

+ Francesco Sirufo

Arcivescovo di Acerenza

Segretario della Conferenza Episcopale di Basilicata

+ Benoni Ambarus

Arcivescovo di Matera Irsina e Vescovo di Tricarico Moderatore dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose Interdiocesano

+ Ciro Fanelli

Vescovo di Melfi-Rapolla-Venosa